55SENSI Knowledge · Case Study
Dal figurino al cartamodello: Come costruire una forma che ancora non sai costruire
Disegnare un volume è immediato.Capire come farlo esistere sul corpo richiede metodo.

Il disegno non deve sapere ancora come verrà costruito
Quando si progetta una collezione, soprattutto all'inizio del proprio percorso, è normale immaginare forme che non si saprebbero ancora tradurre in un cartamodello.
Ed è giusto che sia così.
Se ogni idea fosse limitata a ciò che sappiamo già costruire, la conoscenza tecnica finirebbe per condizionare il progetto invece di sostenerlo.
Il problema arriva dopo.
Una linea tracciata sul figurino può diventare una cucitura, una ripresa, un taglio oppure rimanere semplicemente un segno estetico.
Un volume può nascere da un'apertura, una rotazione, una piega, un drappeggio o dalla relazione tra più parti.
Sul foglio possiamo immaginarlo.Sul corpo dobbiamo farlo funzionare.
Ed è qui che comincia davvero lo sviluppo del prodotto.
Prima di chiederti “come si fa?”, chiediti “che cosa sto vedendo?”
Quando osserviamo un capo complesso, la tentazione è cercare immediatamente la soluzione.
Come si costruisce?Dove devo aprire il cartamodello?Quanti centimetri devo aggiungere?
Ma sono domande premature.
Prima bisogna leggere la forma.
Dove nasce il volume? In quale direzione si sviluppa? Dove viene trattenuto? Quali linee sembrano strutturali? Che cosa dipende dal cartamodello e che cosa dal comportamento del tessuto?
Questo cambia completamente il modo di affrontare il problema.
Perché il cartamodello non è la semplice traduzione bidimensionale di un figurino.
“È una possibile soluzione tecnica a un'intenzione tridimensionale.”
Case Study / Dior
Una piega può raccontare molto più di una piega
Per mettere alla prova questo ragionamento abbiamo scelto un pantalone Dior caratterizzato da un importante volume sul davanti e da una particolare piega drappeggiata a goccia.
Non abbiamo il cartamodello originale.
Ed è proprio questo a rendere l'esercizio interessante.
L'obiettivo non è indovinare come sia stato costruito il capo originale.
L'obiettivo è osservare il risultato, formulare un'ipotesi modellistica e verificare se quella struttura è capace di generare un comportamento coerente con la forma osservata.

Lo stesso effetto può nascere da costruzioni diverse
Questo è uno dei concetti più importanti dell'esercizio.
Una forma visivamente simile può essere ottenuta attraverso soluzioni modellistiche differenti.
Una ripresa può essere trasferita.Una cucitura può cambiare posizione.Una piega può nascere da un'apertura.Una parte del volume può essere distribuita in più punti invece di essere concentrata in uno solo.
Per questo non stiamo cercando la soluzione Dior.
Stiamo cercando una soluzione che funzioni.
Nel nostro studio, l'osservazione del pantalone porta a mettere in discussione la tradizionale costruzione del fianco e a lavorare sulla relazione tra davanti, dietro, ripresa e volume della piega.
Da qui inizia la trasformazione.

Non aggiungere volume.Decidi dove deve andare.
Per ottenere una piega importante non basta aggiungere tessuto.
Nel nostro sviluppo servono circa 52–53 cm di apertura complessiva.
Ma aprire il cartamodello in un solo punto avrebbe conseguenze anche sulle zone che non vogliamo modificare nello stesso modo.
La trasformazione viene quindi distribuita e controllata.

L'obiettivo non è ottenere semplicemente più ampiezza.
È capire dove quell'ampiezza deve produrre forma.
Il volume non è una quantità.È una direzione.
Il primo tentativo non deve essere quello giusto
È qui che il processo diventa particolarmente interessante per chi sta imparando.
Costruiamo la nostra ipotesi e la portiamo sul corpo digitale.
La forma comincia ad apparire.
Ma non funziona ancora come dovrebbe.

Lo spicchio risulta troppo rigido e il volume tende verso l'esterno.
Potremmo considerarlo un errore.
Oppure possiamo considerarlo per quello che realmente è:
Un'informazione.
La simulazione ci mostra una conseguenza della decisione presa sul piano.
Torniamo quindi sul cartamodello, interveniamo sulla geometria, controlliamo nuovamente le relazioni tra le parti e simuliamo ancora.

- Progettare
- Verificare
- Osservare
- Correggere
- Verificare di nuovo
Questo è il punto in cui il 3D smette di essere semplicemente uno strumento di visualizzazione.
Diventa uno strumento decisionale.
Guarda il processo completo
Cartamodello pantalone Dior: come costruire la piega drappeggiata a goccia | CLO3D
Nel video mostriamo il processo completo: dalla lettura del modello alla trasformazione del cartamodello, dalla costruzione della piega alla simulazione e alle successive correzioni.
Guarda su YouTube ↗Il software non conosce il capo al posto tuo
C'è un'altra cosa che questo esercizio rende evidente.
Per simulare correttamente un capo non basta conoscere i comandi di un software.
Bisogna capire come quel capo potrebbe essere costruito realmente.
Quale parte passa sopra?Quale rimane sotto?Come viene formata una piega?In quale ordine vengono assemblati gli elementi?Come cambia il comportamento quando introduciamo cintura, chiusure, sovrapposizioni e cuciture?

Il digitale non elimina queste conoscenze.
Al contrario, le rende ancora più evidenti.
Per questo in 55SENSI il 3D non è il punto di partenza e non è il risultato finale.
È una fase di un processo più ampio:
- Osservare
- Interpretare
- Costruire
- Verificare
- Correggere
Se studi moda, non cercare subito il tutorial
Scegli un capo che ti interessa ma che oggi non sapresti costruire.
Prima di cercare il tutorial, fermati.
Guardalo e prova a rispondere a cinque domande.
- 01Dove nasce il volume?
- 02In quale direzione si sviluppa?
- 03Dove viene trattenuto, assorbito o liberato?
- 04Quali linee potrebbero avere una funzione strutturale?
- 05Quale trasformazione sul piano potrebbe generare quella forma sul corpo?
Poi formula un'ipotesi.
Disegnala. Costruiscila. Verificala.
E accetta la possibilità che la prima soluzione non funzioni.
Perché l'obiettivo non è indovinare il cartamodello utilizzato dal designer.
È imparare a ragionare da progettista.

E quando il capo da costruire è il tuo?
L'esercizio cambia completamente.
Davanti a un capo esistente puoi osservare una forma già realizzata e cercare di comprenderne la logica.
Davanti al tuo figurino, invece, quella soluzione non esiste ancora.
Deve essere trovata.
Ed è spesso questo il passaggio più difficile quando si affrontano i primi progetti: trasformare una silhouette, un volume o un'intuizione in qualcosa che possa realmente essere modellato, verificato, prototipato e indossato.
Non significa rinunciare all'idea perché sembra difficile da costruire.
Significa trovare il processo capace di trasformarla in prodotto.
Hai disegnato i tuoi capi.Adesso devono funzionare davvero.
Stai sviluppando la tua prima collezione, una capsule personale o i capi per la sfilata di fine percorso?
55SENSI può affiancarti nel passaggio dall'idea al prodotto attraverso analisi del progetto, modellistica, sviluppo 3D e prototipia.
Il progetto è tuo.Costruiamo insieme il processo per realizzarlo.
Vuoi invece imparare il metodo?
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